Intervista a GIGLIO
Intervista · 13 luglio 2026 · 3 min lettura
Cantautrice torinese ma con sangue calabrese nelle vene, Giglio si è formata al C.E.T. di Mogol — interprete prima, autrice poi. Da lì una lunga corsa di riconoscimenti: artista emergente dell'anno al CIAO Contest – Rassegna Lucio Dalla, vincitrice assoluta di 1MNEXT, due volte sul palco del Concertone del Primo Maggio a Roma. Con l'EP «Santa Rosalia», presentato a Sanremo e portato in tour in apertura a Meg e Joan Thiele, arriva oggi tra i finalisti dei Primigenia Music Awards 2026. In questa intervista racconta il legame con le sue radici, il folklore del Sud e il modo spontaneo in cui nasce la sua musica.
Nelle tue canzoni, si percepisce un forte legame con le tue radici e con il folklore del Sud Italia. Quanto il patrimonio di tradizioni, simboli e sonorità popolari influenza il tuo modo di fare musica? È un elemento che nasce spontaneo o una scelta artistica consapevole?
In realtà è nato tutto molto spontaneamente e ne sono rimasta io stessa piacevolmente sorpresa per la spontaneità con cui si è palesato il tutto.
Andando avanti nel processo di esplorazione e ricerca musicale, passo dopo passo, mi sono accorta che le melodie mediterranee, così come l’utilizzo del dialetto (quando richiamato dalla melodia), sono un po’ il fulcro della mia identità artistica: come se ci fosse sempre stato un legame indissolubile, latente, con la mia terra di origine, la Calabria, che avesse solo bisogno di emergere nel momento giusto.
Io sono da sempre legata alla Calabria, ma con il tempo mi sono accorta che non solo personalmente ma anche artisticamente parlando il folklore e le sonorità mediterranee smuovono qualcosa di potente in me che non riesco e non voglio ignorare.
"Il folklore e le sonorità mediterranee smuovono qualcosa di potente in me che non riesco e non voglio ignorare."
Giglio
Da dove prendi ispirazione nella vita di tutti i giorni?
In realtà non c’è un via “predefinita” e forse è proprio questo il bello. Mi sono accorta però che non riesco ad essere ispirata “a comando”, non mi va di forzare le cose, e così quando arriva la accolgo.
E di solito arriva quando vivo di più: per me è fondamentale vivere a pieno la vita in tutte le sue sfaccettature per scrivere musica.
C'è un libro, un film o un luogo che ha cambiato il tuo modo di fare musica?
In qualche modo il CET di Mogol, ha sbloccato in me il limite che mi ero auto imposta di non saper scrivere, tutte quelle pare inutili che ti impediscono di lasciarti andare senza pensare al risultato finale.
Come nasce una tua canzone? Parti dalle parole, dalla melodia, o da un'emozione?
Di solito da un’emozione che si traduce in melodia e poi di conseguenza viene fuori il testo. Il più delle volte in realtà nasce tutto insieme come un flusso unico, ad esempio per il ritornello o una strofa, come in Cammafa’, Santa Rosalia e Tantra.
Quanto c'è di te, di reale, nei tuoi testi?
Tanto, quasi tutto direi. Mi psicoanalizzo molto e converto i miei pensieri in musica: nei miei brani parlo di vita vera, che sia la mia o quella di persone che ho incontrato lungo il cammino.
"Mi psicoanalizzo molto e converto i miei pensieri in musica: nei miei brani parlo di vita vera."
Giglio
Nei tuoi testi ritroviamo sempre un equilibrio tra forza, identità e vulnerabilità. Quale canzone racconta una parte di te che il pubblico forse non conosce?
Innanzitutto grazie per averlo notato, vuol dire che alla fine in qualche modo arriva ciò che tento di esprimere e non c’è gioia più grande.
Sicuramente una canzone che ancora non è uscita 🤭
Ma a quanto pare anche Sempre lei! Vi racconto questa chicca: un giorno una ragazza è arrivata da me sconvolta dal testo della canzone, le piaceva molto e si riconosceva in essa ma non pensava che anche io fossi una “sottona” ahah.
Lei, come penso molt* altr*, era convinta che io fossi una donna forte, nella vita come in amore, anche per l’immaginario e i testi dei miei brani, quindi era rimasta un po’ spiazzata dalla mia “debolezza” in amore.
Poi in realtà come le ho spiegato il bello della musica è poter esprimere le proprie diverse anime e anche parlare di ciò che si vorrebbe essere, non per forza di ciò che si è davvero.
"Il bello della musica è poter esprimere le proprie diverse anime: parlare di ciò che si vorrebbe essere, non per forza di ciò che si è davvero."
Giglio
C'è qualcosa che non hai ancora detto in una canzone ma che vorresti raccontare?
Fortunatamente tantissimi temi, vuol dire che c’è ancora tanta musica in arrivo.
Se qualcuno ascolta la tua musica per la prima volta, cosa vorresti che gli restasse?
Vorrei che si emozionasse, che smuovesse qualcosa dentro di lui/lei.
Scrivici la domanda che avresti voluto ricevere.
Fare musica ti rende felice?✨
— Redazione PMA
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