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Intervista a Bambina

Intervista · 13 luglio 2026 · 2 min lettura

Intervista a Bambina

Bambina — nome d'arte e nome all'anagrafe — è tra i finalisti dei Primigenia Music Awards 2026 con «Scelte Patetiche». Formatasi in Popular Music al Saint Louis College of Music di Roma e al CET di Mogol, intreccia sonorità pop e vibes jazzistiche per esorcizzare i sentimenti attraverso la scrittura. Tra i 12 finalisti del 1MNEXT e primo posto al Firenze Suona Contest, porta sul palco una musica che è prima di tutto verità.

Come è cambiato il tuo rapporto con la musica da quando hai iniziato a oggi?

Il mio rapporto con la musica è sempre più intimo e intenso man mano che cresco umanamente e artisticamente. In un mio brano canto “Cara musica, tu che mi hai salvata sempre mi conosci veramente, molto più di questa gente”. Ed è proprio così, la sola che mi conosce davvero è la musica, la sola con cui riesco ad essere totalmente me stessa e a mostrarmi per quella che sono, senza paura.

In una delle tue ultime interviste affermi che guardarti dall'esterno ti fa sentire che ce la puoi fare. Possiamo dire che la tua forza come cantautrice è l'essere te stessa fino in fondo, avere fiducia in quello che sei e crederci al 100% a discapito del giudizio altrui?

Credo che sia fondamentale essere autentici nel fare arte. Purtroppo i giudizi arriveranno sempre, pertanto credo che sia importante avere fiducia in se stessi e concentrarsi sulla propria energia più che sui giudizi altrui.

"Credo che sia fondamentale essere autentici nel fare arte."

Bambina

Come nasce una tua canzone? Parti dalle parole, dalla melodia, o da un'emozione?

Personalmente scrivo sempre per esigenza, quando le emozioni sono tanto forti da voler uscire fuori. Di solito scrivo melodia e testo insieme, però sto sperimentando anche altre forme di scrittura.

"Personalmente scrivo sempre per esigenza, quando le emozioni sono tanto forti da voler uscire fuori."

Bambina
Bambina suona la chitarra su una scalinata a Roma

Nei tuoi testi sembra esserci sempre un confronto tra ciò che lasci andare e ciò che stai diventando. Se potessi far ascoltare una sola tua canzone alla te di qualche anno fa, quale sceglieresti e cosa vorresti che capisse su come si vivono i legami e le assenze?

Se dovessi scegliere un brano da far ascoltare alla me di qualche anno fa sceglierei “Non l’hai detto mai”, un brano che ho dedicato a mia madre e che ultimamente sto dedicando anche a me stessa. La frase “Immaginavi forse tutto questo? Che cosa diresti se adesso potessi tornare a guardarti allo specchio con gli occhi di un tempo?” colpisce profondamente il mio animo, la me di qualche anno fa non si sarebbe mai aspettata tutto quello che è successo nella sua vita e forse oggi sarebbe un po’ più fiera di se stessa e meno severa.

C'è qualcosa che non hai ancora detto in una canzone ma che vorresti raccontare?

Fino ad ora ho sempre detto nelle canzoni tutto quello che non riuscivo a dire a parole e che avevo necessità di tirare fuori, senza risparmiarmi mai. Credo che quello che ancora non ho detto arriverà spontaneamente quando sarà il momento giusto.

Se qualcuno ascolta la tua musica per la prima volta, cosa vorresti che gli restasse?

Vorrei che gli restassero sulla pelle le mie stesse emozioni, il mio obiettivo da artista è proprio quello di condividere, sperando che chi ascolta si riveda nelle mie canzoni, perché alla fine proviamo tutti le stesse emozioni e la musica ha un linguaggio universale proprio per questo.

Bambina ritratta davanti al Colosseo a Roma

Scrivici la domanda che avresti voluto ricevere.

Se potessi viaggiare nel tempo, cambieresti qualcosa del tuo passato? E se fossi nel futuro, cosa consiglieresti alla te di adesso?

— Redazione PMA

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